Contoindicazioni, rischi, complicanze in tecniche atrofiche zigomatici, pterigoidei, griglie

Quando ci avviciniamo alle tecniche chirurgiche complesse, per la riabilitazione di casi atrofici, cosa dobbiamo sapere assolutamente?

QUESTO ARTICOLO VIENE SCRITTO, PER I FUTURI PAZIENTI, CHE SI AVVICINANO A QUESTE TECNICHE, DEVONO SAPERE A COSA SI VA’ INCONTRO E QUALE SIA L’EFFETIVA COMPLESSITA’ DEL LORO FUTURO INTERVENTO, PER QUESTA RAGIONE, SI DEVONO INFORMARE SEMPRE ED IN MANIERA APPROFONDITA SU CHI POI REALMENTE DI FATTO ANDRA’ AD OPERARLI E DI PRETENDERE TUTTE LE INFORMAZIONI, IN MERITO, ALL’EFFETTIVA ESPERIENZA DEL MEDICO CHE LI ANDRA’ AD OPERARE.

PERCHE’ CI TENIAMO A FAR COMPRENDERE QUESTO? PERCHE’ ULTIMAMENTE, STIAMO REGISTRANDO UN INCREMENTO DI COMPLICANZE SU PAZIENTI, CHE CI CONTATTANO PROVENIENTI DA QUESTA TIPOLOGIA D’INTERVENTO, CON GRAVI INCIDENTI.

Quando ci avviciniamo a queste tecniche perchè siamo pazienti atrofici e la nostra atrofia risulta talmente grave da ricorrere all’inserimento di impianti dentali speciali quali quelli zigomatici, pterigoidei e griglie sottopirostei, dobbiamo necessariamente prima di tutto comprendere alcune cose:

1 Queste tipologie di tecniche, viste le zone interessate dalle stesse, devono essere assolutamente svolte da personale medico altamente specializzato, altamente qualificato, con nozioni in anatomia umana assolutamente approfondite su casi specifici, quali dissezioni su cadavere.

Le zone che dovranno essere scollate, per l’inserimento di queste tecniche chirurgiche complesse, presentano, zone anatomiche molto delicate, dove passano, nervi, vene, muscoli, arterie e se non si conosce perfettamente queste zone, non si è intervenuti decine centinaia di volte in queste zone, tagliando e risuturando questi lembi, questa tipologie d’intervento risulta estremamente difficile e complessa.

Il medico, deve scollare tutto, individuare, tramite taglio e dissezione, tutte le zone delicate, visualizzarle e metterle in sicurezza, prima di intraprendere l’intervento vero e proprio, passando successivamente a tagliare, forare, inserire gli impianti dentali in tutta tranquillità.

QUALI SONO I NERVI, LE VENE, LE ARTERIE, CHE PASSANO IN QUESTE ZONE SPECIFICHE CHE SARANNO INTERESSATE DAI TAGLI E LO SCOLLAMENTO PER L’INSERIMENTO DEGLI IMPIANTI DENTALI ZIGOMATICI?

– Vascolarizzazione: le Arterie

I vasi arteriosi della faccia e del cavo orale sono rami dell’arteria carotide esterna: questa arteria annovera, fra i suoi rami collaterali, l’arteria linguale, l’arteria mascellareesterna o facciale; suoi rami terminali sono, invece, l’arteria ma-scellare interna e l’arteria temporale superficiale (Figura 1).Arteria linguale.Si divide:a) nell’arteria dorsale della lingua che irrora la mucosa del dorso della lingua; b) nell’arteriasottolinguale, che va alla ghiandola omonima e al frenulo;c) nell’arteria ranina che si distribuisce ai muscoli linguali. L’arteria linguale for-nisce anche un ramo per l’irrorazione dei muscoli sovraioidei.Arteria mascellare esterna o facciale.Fra i rami di interesse odontostomato-gnatico vanno annoverati:a) l’arteriasottomascellare, per la ghiandola omonima;b) l’arteriapterigoidea, che irrora il muscolo pterigoideo interno;c) l’arteria sottomentoniera, diretta al ventre anteriore del digastrico, al labbro inferiore e al muscolo miloioideo;d) le arterie labiali inferiore e superiore, che raggiungono le labbra;e) l’arteriamasseterina inferiore diretta al muscolo massetere e al buccinatore.Arteria mascellare interna. Dà origine ai seguenti rami:a) l’arteria masseterina che irrora il muscolo massetere;b) le arterie temporali profonde anteriore e posteriore, che vanno al muscolo temporale;c) l’arteria alveolare inferiore, che attraversa il canale mandibolare e fuorie-sce dal forame mentoniero; fornisce rami dentali che penetrano attraverso i forami apicali nelle radici dei denti dell’arcata inferiore; inoltre contribuisce all’irrorazione dei muscoli pterigoidei (interno ed esterno), del miloioideo e della regione mentoniera;d) ramipterigoidei, per i muscoli omonimi;e) l’arteriabuccale, che irrora il muscolo buccinatore e la mucosa della guancia;f) l’arteriainfraorbitale, che irrora le palpebre inferiori, l’orbita, le ghiandole lacrimali, la cute del labbro superiore e della regione zigomatica, i seni ma-scellari e, infine, invia rami alle radici dei canini e degli incisivi superiori (arteria alveolare anteriore superiore), irrorando sia la polpa dentale che il periodonto;g) l’arteria alveolare posteriore superiore, che invia rami alle radici dei premo-lari e molari superiori, ai seni mascellari e alla gengiva superiore;h) l’arteria palatina discendente, che dà origine a rami nasali e poi penetra nel palato attraverso il forame palatino maggiore e prende il nome di arteria palatina maggiore, che irrora tutto il palato;i) l’arteria sfenopalatina che si divide in un ramo mediale e in uno laterale: il ramo mediale di detta arteria percorre il canale incisivo e termina nella mu-cosa palatina. Arteria temporale superficiale.Questa arteria fornisce, fra gli altri, rami per l’articolazione temporo-mandibolare; un suo ramo (arteria trasversa della faccia) provvede all’irrorazione della ghiandola parotide.

Figura 1 –

  • Vascolarizzazione arteriosa della faccia.1)
  • Carotide interna; 2)
  • carotide esterna; 3)
  • arteria mascellare interna; 4)
  • arteria temporale superficiale; 5)
  • arteria linguale; 6)
  • arteria mascellare esterna o facciale; 7)
  • arteria mentale; 8)
  • arteria labiale inferiore; 9)
  • arteria buccale; 10)
  • arteria labiale superiore; 11)
  • arteria alveolare superiore posteriore; 12)
  • arteria infraorbitaria; 13)
  • arteria tiroidea superiore; 14)

– Vascolarizzazione: Le Vene

le veneIl sangue proveniente dagli organi dell’apparato stomatognatico e della faccia in generale si raccoglie nelle seguenti vene, che drenano nella vena giugulare interna (Figura 2):1) vena facciale;2) vena temporale superficiale;3) vena mascellare interna;4) vena linguale.Fra i rami della vena facciale vengono, in questa sede, ricordati:a) le vene labiali, provenienti dalle labbra;b) la vena alveolare superiore, che riceve il sangue dalla vena vidiana, dalla vena sovraorbitale e dalla vena palatina superiore, raccogliendo così anche il sangue refluo dai denti superiori;c) la vena parotidea anteriore, proveniente dalla regione parotidea;d) la vena sottomascellare, proveniente dalla ghiandola sotto-mandibolare.Nella vena temporale superficiale confluiscono le vene articolari che raccol-gono il sangue refluo dall’articolazione temporo-mandibolare e quelle parotidee posteriori provenienti dalla regione parotidea.Fra i rami della vena mascellare interna si ricordano le vene alveolari posteriori che raccolgono il sangue proveniente dai denti dell’arcata inferiore.Va infine ricordata lavena linguale, che, attraverso i suoi rami (vene profonde della lingua, vene ranine e vene dorsali della lingua) raccoglie il sangue refluo dalla lingua stessa, prima di scaricarsi nella vena giugulare interna

Figura 2 –

  • Vascolarizzazione venosa della faccia.1)
  • vena giugulare interna; 2)
  • vena giugulare esterna; 3)
  • vena giugulare anteriore; 4)
  • vena faciale; 5)
  • vene labiali inferiore e superiore; 6)
  • vena oftalmica superiore; 7)
  • vena temporale superficiale; 8)
  • vena temporale media; 9)
  • vena occipitale; 10)
  • vena sovraorbitale; 11)
  • vene nasali.

Non sono visibili i seni venosi intracranici.

– I Nervi

Innervazione dell’apparato stomatognaticoLa cavità orale e le regioni circostanti sono innervate dai rami dei seguenti nervi cranici:a)V paio (trigemino);b)VII paio (facciale);c)IX paio (glosso-faringeo); d) XII paio (ipoglosso). Nervo trigemino (V paio). Nasce con una radice sensitiva e una motoria dalla faccia anteriore del ponte (tronco encefalico) (Figura 3).La radice sensitiva, più grossa, raggiunge il ganglio semilunare di Gasser, men-tre la radice motoria decorre inferiormente al suddetto ganglio e si continua nella 3a branca o nervo mandibolare.Il ganglio semilunare di Gasser dà origine a tre branche o rami sensitivi che sono: il nervo oftalmico, il nervo mascellare eil nervo mandibolare (che riceve anche le fibre motrici suddette).Il nervo oftalmico (1a branca del trigemino) raggiunge l’orbita attraverso la fes-sura orbitaria superiore e si suddivide in tre rami (naso-ciliare, frontale e lacri-male) che innervano parte dell’orbita e della cavità nasale, la cute della fronte e la ghiandola lacrimale.Il nervo mascellare esce dal cranio attraverso il foro rotondo e raggiunge la fossa pterigo-palatina, ove si divide in tre rami principali (pterigo-palatino, infraor-bitario, zigomatico) che si distribuiscono, tra l’altro, alla cavità nasale, al palato e ai denti dell’arcata superiore.Il nervo pterigo-palatino dà origine a rami nasali e rami palatini. Questi ultimi innervano il palato duro (nervo palatino anteriore), quello molle e le tonsille (nervi palatini medi e posteriori).

Figura 3 –

  • Nervo trigemino. 1)
  • Ganglio di Gasser; 2)
  • nervo oftalmico; 3)
  • nervo mascellare; 4)
  • ganglio sfenopalatino; 5)
  • nervi alveolari superiori (anteriori e posteriori); 6)
  • nervo infraorbitario; 7)
  • nervo linguale; 8)
  • nervo alveolare inferiore; 9)
  • nervo miloioideo (per il muscolo miloioideo e il ramo anteriore del digastrico); 10)
  • nervo mandibolare; 11)
  • nervo auricolo-temporale.

Negli interventi con queste tecniche complesse, ogni precauzione non è mai troppa, si realizza attraverso una tac cone beam formato dicom un modellino stereolitografico a grandezza naturale, che riporta esattamente il mascellare del paziente, su questo si reperiranno tutte le misure del caso e si progetterà l’intervento. Si andranno a scollare ed individuare tutte le zone anatomiche interessate, per individuarle e preservarle con adeguate copertura, che ne impediranno il taglio o lo scontro accidentale. Individuato il percorso, andremo a realizzare uno stop in titanio, che ci indicherà la via del taglio, in questo modo, non ci sarà la possibilità di errore, al termine di queste precauzioni, si procederà con l’intervento vero e proprio, portando lo stesso al successo, senza errori o malaugurati incidenti, complicanze ed inutili rischi.

Intervento impianti zigomatici

Ulteriore intervento di impianti zigomatici

Siamo un centro Super Specializzato siamo in grado di realizzare qualsiasi intervento e tecnica implantare, conosciamo perfettamente l’anatomia umana, oltre che su migliaia di pazienti, sono stati eseguiti studi approfonditi con dissezione specifiche su cadaveri a Lyone in Francia.

SE DEVI SOTTOPORTI OBBLIGATORIAMENTE A QUESTE TECNICHE IMPLANTARI COMPLESSE, PERCHE’ ATROFICO, CONTATTACI OGGI STESSO E METTITI NELLE MANI DI MEDICI REALMENTE CAPACI, CHE PORTERANNO LA TUA PROBLEMATICA A SOLUZIONE FISSA E DEFINITIVA CON TUTTE LE GARANZIE DEL CASO.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.