Impianti dentali senza bucare l’osso

Impianti dentali senza bucare l’osso

Impianti dentali senza bucare l’osso – Le persone su internet cercano impianti dentali senza bucare losso, praticamente si è creato una specie di alone intorno a questa parola chiave, come se esistessa una bacchetta magica che offre l’opportunità di tornare a sorridere senza operare.

Nulla di tutto questo, in poche parole, indicherebbe la tecnica implantare del sottopirosteo.

Cosa si intende?

Praticamente questa tecnica di giungere a possedere una struttura fissa senza possedere l’osso alveolare dove inserire gli impianti dentali, non è un classico impianti dentale, una vite per intenderci, ma una griglia.

A cosa serve questa griglia e come viene montatta?

La griglia è una struttura in titanio, che viene ralizzata ottenendo un calco del dell’oosso mascellare.

Per prima cosa bisogna scollare tutta la gengiva del mascellare superiore, a questo punto si preleva una impronta dell’osso mascellare e viene inviata al laboratorio, al termine dell’impronta, viene tutto suturato e la prima fase termina.

Quando il monufatto risulta pronto, la gengiva del paziente torna ad essere scollata, si inserisce la griglia, si blocca con vitine di osteosintesi e si sutura nuovamente.

Ora dal palato fuoriescono i monconi, che serviranno per lavvitamento della protesi dentale fissa.

Ecco spiegata la tecnica dell’implantologia senza viti.

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E’ QUESTA: PROF LEONARD LINKOW

Impianto Sottoperiosteo

Definizione:
Metodica Chirurgica Pre –Protesica che si avvale di una Struttura Metallica Sottoperiostea, al fine di creare uno o piu’ Pilastri Artificiali per la Riabilitazione Morfofunzionale, totale o parziale, dell’apparato Stomatognatico

IMPARARE DAI MIGLIORI

NOZIONI DI ISTOLOGIA DEI SOTTOPERIOSTEI

Fin dalla sua crezione, 1940, l’Impianto Sub-Periosteo fu considerato una Metodica di tipo Terapeutico confortata da una sufficiente casistica Clinica.

Negli anni ’40 furono condotte numerose ricerche sia in Europa, che’ negli Stati Uniti, ma gli Aspetto Biologico E Tecnico furono sempre considerati preponderanti, trascurando regolarmente il Risvolto Istologico.

Nel decennio 1940-1950 Autori come Bodine-Lew-Loechler- Hershfus – Nichols ed altri cercarono piu’ l’Aspetto Clinico che’ quello Sperimentale.

Inizio anni 50 un primo esame istologico fu condotto da GOLDBERG e GERSHKOFF. Essi riferirono che la struttura metallica della griglia veniva completamente rivestita da un tessuto chiamato MEMBRANA SUBIMPLANTARE.

Nel 1954 NICHOLS condusse una sperimentazione riconoscendo che le griglie ben collocate non producevano alcuna reazione infiammatoria e che la superficie grigliare a contatto con l’osso provocava riassorbimento osseo seguito dopo da neoformazione di nuovo osso e fibre collagene.

Sempre nel 1954 HERSHFUS eseguì esami istologici sulla mucosa perimonconale rilevando la presenza di epitelio squamoso,con segni modesti di PARACHERATOSI e ACANTOSI. Anche questo autore parlava di grossi fasci periostali che abbracciando uniformemente la struttura metallica dei subperiostei assicuravano una ritenzione definitiva.
Negli anni 1953-1955 CAPOZZI rilevava costantemente una reazione FIBROPLASTICA sotto gli impianti ponendosi la domanda se si trattava di un processo riparativo o reattivo dell’organismo.

CONCETTI basilari ISTOLOGICI  – per poter capire le conclusioni.

1- L’osso di qualsiasi parte del corpo è specializzato a sopportare solo le trazioni tendinee relative alle funzioni muscolari,non è in grado di sopportare compressioni di alcun genere.

2- Se si sottopone il rivestimento compatto dei mascellari all’azione comprimente di una struttura metallica come prima risposta del tessuto osseo si verificheranno inevitabili fenomeni di atrofia ossea nelle zone in cui l’azione comprimente è più intensa.

CONCETTI basilari ISTOLOGICI per poter capire le conclusioni.

3- Poiché è impossibile ottenere un contatto totale osso-struttura metallica, non si dovrebbero manifestare effetti atrofizzanti dove viene a mancare l’effetto contatto delle due strutture.

4- Le zone sottoposte ad atrofia ossea vanno soggette a fenomeni di riassorbimento osseo,queste zone vengono invase da un manicotto di tessuto fibroso che ancora saldamente la struttura metallica all’osso sottostante.

5- Tale osso sottostante che prima era preda di modesta attività osteoclastica è adesso dopo la formazione del manicotto fibroso in evidente fase riparativa: si ha cioè neoformazione di trabecole ossee.